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Allison Cassatta: Bugie e Seduzione

Titolo: Bugie e seduzione.
Titolo originale:
Autore: Allison Cassatta.
Traduzione: Ugo Telese.
Genere: Romance M/M.
Editore: Dreamspinner Press.
Prezzo: euro 6,23 (eBook).

La valutazione di Amneris Di Cesare: due stelline.

La vita di Jason è orribile. Prima Jansen, il suo migliore amico, il ragazzo di cui era innamorato, si sposa con un uomo che lui considera la feccia della terra. Poi deve vedersela con un collega che ha una cotta pazzesca per lui. Gestisce una gastronomia durante il giorno e il palco di un night club la notte. Per lui, il caos è uno stile di vita: nulla potrebbe renderla peggiore. Fino a quando al club non incontra una celebrità locale, presumibilmente etero, e i suoi veri problemi iniziano.

Bradley Britt ha tutto: fama, una casa in periferia, una moglie e una bimba piccola. Nessuno sa che è tutta una copertura per nascondere ciò che è realmente. Jason è una tentazione e Bradley teme che il loro primo incontro non sarà l’ultimo. Pur sapendo che sta mettendo a rischio il suo mondo falso, non riesce a non innamorarsi di Jason. Essere completamente onesto metterà in pericolo tutto quello per cui Bradley ha lavorato, ma affrontare la realtà è la sua unica possibilità di essere davvero felice.

Attenzione:

non è  stato possibile evitare spoiler della trama del libro.

Non leggere se non interessati.

“Quando scegliete di leggere questa serie, vi prego di rammentare che intende essere cruda e che voi, in quanto lettori, potreste non essere d’accordo con le decisioni dei personaggi. Vi assicuro che tutte le vicende sono create per un motivo preciso e non per inserire qualcosa di scioccante nella trama. Ricordatevi che potete assolutamente detestare i personaggi per le cose che hanno fatto, ma tutti meritano di trovare il vero amore. Tutti meritano un lieto fine, anche i cattivi. Vi ringrazio, Allison Cassatta”

Di un libro leggo tutto, soprattutto le prefazioni e i ringraziamenti. Trovo che siano una sorta di imbragatura, qualcosa che sostiene e protegge gli intenti e i retroscena attraverso i quali il libro stesso è stato scritto. Per cui non ho di certo saltato il preambolo fatto a questo testo (il secondo di una serie di tre) dalla stessa autrice. E il contenuto di questo preambolo mi ha immediatamente colpito. Che l’autore sentisse il bisogno di “giustificare” le vicende descritte in esso mi ha lasciato un po’ di stucco. Primo, perché un autore non dovrebbe mai sentirsi in dovere di giustificare alcunché: un testo da lui/lei scritto è degno di nota e rispetto in quanto tale, al lettore rimane solo la facoltà di apprezzare o disprezzare tale scritto e tali contenuti, ma giudicare il perché quel determinato romanzo sia stato scritto in quel modo, non è di sua competenza. Secondo perché un autore non dovrebbe in nessun modo intervenire nel testo facendo notare la sua presenza e spoilerarne i contenuti, cosa che in questo preambolo avviene, o per lo meno, induce il lettore a pensarlo. E infatti ho subito immaginato di stare per leggere uno dei tipici romanzi BDSM dove la violenza viene trattata come sistema per alleviare la tensione e i giochi erotici estremi una forma di amore. Ammetto di non amare questo tipo di lettura, ma di aver continuato a leggere perché volevo aver conferma, prima di dichiarare forfait.

La vicenda si svolge in un “locale danzante” gay friendly, dove su un palco si esibiscono ballerini di varie nazionalità e che, pur non essendo un gay club, ha tutte le caratteristiche per esserlo. Uno dei protagonisti di questa storia è Jason, ex ballerino di quel locale, oggi addetto al controllo delle esibizioni sul palco. Dalla descrizione e dalla caratterizzazione attraverso i primi dialoghi, il personaggio sembra essere uno di quei “duri-che-non-devono-chiedere-mai”, di quelli che si sono costruiti la propria personale corazza, a prova di incrinatura.

Ha un segreto: è perdutamente innamorato di Jansen, il suo migliore amico nonché fidanzato di Dorian, un mafioso che presto sposerà. E una regola ferrea: niente storie d’amore o sesso tra colleghi. E a conferma di ciò, la prima scena del romanzo descrive esattamente un momento di sesso con uno dei ballerini. Giusto per ribadire la coerenza e la determinazione del nostro “duro e puro” protagonista. Nel frattempo, in sala, viene notata la presenza di un personaggio famoso: Bradley Britt, giornalista televisivo, molto popolare e, manco a dirlo, bellissimo. È in mezzo al pubblico e si diverte a guardare lo spettacolo, indifferente al fatto che la sua popolarità potrebbe in qualche modo denunciarlo. Bradley, infatti è conosciuto come etero e sposato con una figlia piccola. Ma Jason si preoccupa di questo così tanto che convince il giornalista irresponsabile a guardare lo spettacolo da una più discreta saletta VIP. Così discreta che poco dopo ospiterà un loro focosissimo amplesso, fuori dalla vista dei più.

Ora, il nostro “duro-e-puro” Jason, immediatamente dopo quella che potrebbe essere una normale routine lavorativa più benefits, ha una crisi di coscienza – lui, non il diretto interessato Bradley – e viene preso dallo sconforto di aver “traviato un padre di famiglia” e di essere “uno sfasciafamiglie”. E preso da questi lodevolissimi sensi di colpa, manda via, quasi in lacrime, l’ingenuo e ancora confuso dai fumi orgasmici Bradley, dicendogli di tornare dalla moglie e di abbracciare la figlia. Per poi farsi prendere dall’irresistibile attrazione verso il bel giornalista e tornare a cercarlo il giorno dopo. Riavere un rapporto con lui e farsi dilaniare dal senso di colpa nuovamente. La storia va avanti così. Ogni due paragrafi Jason si domanda perché Bradley abbia deciso di mandare all’aria la sua famiglia e cosa fare per evitare di sfasciare, lui, quello stesso nucleo. Perché dopo una sveltina e un amplesso più focoso e duraturo, Jason scopre di essere perdutamente innamorato. Ma, cavoli, non era segretamente e perdutamente innamorato del suo migliore amico? Si sa, il cuore è volubile e volatile, e l’attrazione che prova per Bradley Britt, evidentemente è più forte di qualunque amicizia amorosa. Bradley nel frattempo, condividendo gli stessi sentimenti, confessa alla moglie la sua omosessualità, l’amore per Jason e, bisogna ammettere, che la donna prende molto bene la cosa. Prende bene tutto: che il marito sia gay e l’abbia sempre ingannata, che ora frequenti un ex ballerino, che i due vengano fotografati da un paparazzo e che lo spettro del ricatto aleggi su di loro, che probabilmente il coming-out del marito gli farà perdere il lavoro. La moglie prende bene tutto, e si dimostra la migliore delle amiche, comprensiva e generosa. Molto meno Bradley che reagisce in maniera strana quando a Jason “scappa” la “parolina con la A maiuscola”. Non se l’aspetta e rimane in silenzio. Jason ci rimane male, lo scaccia e… piange. Il nostro duro-e-puro che non deve chiedere mai piange ogni due per tre. E si rifà di nuovo le stesse domande: sfascia famiglia, che cos’è la felicità, se un tipo come lui abbia mai il diritto di essere felice e formarsi anche lui una famiglia come gli altri, ecc…

Ma onestamente, se c’era qualcuno che riusciva a immaginare mentre trascorreva del tempo con lui e sua figlia, giocava al parco e andava allo zoo, quello era Jason. […] Per qualche motivo, riusciva a vederlo come il ragazzo con cui si sistemava e metteva su famiglia. Riusciva a immaginare molte notti felici e soddisfatte nella loro lunga vita insieme. […]Poteva finalmente immaginarsi completamente sereno in una relazione.

Mi fermo qui, riguardo alla trama, che ahimè non ho potuto esimermi dallo spoilerare, perché credo si capisca già che la ritengo davvero troppo fuori dalle righe e irrealistica per poter essere degna almeno di una sufficienza di valutazione. I personaggi sono descritti in maniera incoerente, il loro carattere viene presentato in un modo ma poi le loro reazioni esprimono tutt’altro. Jason, che dovrebbe essere un duro e protetto da una corazza di indifferenza, è un piagnucolone fragilissimo che al primo battito di cuore va in paranoia. Bradley Britt è di un’ingenuità disarmante, spesso sembra quasi essersi svegliato in quel momento da una sorta di trance o anestesia generale e guardarsi attorno scombussolato e inconsapevole. Gli amici di Jason, Jensen e il mafioso Dorian sono talmente esasperati nelle loro azioni-reazioni da sembrare delle patetiche macchiette. La storia non ha un gran mordente e neppure un filo conduttore che istighi il lettore a continuare la lettura. Il testo è ripetitivo, lo struggimento e i dubbi di Jason si riproducono a ogni due, tre paragrafi quasi con la puntualità di un ritornello e lo stile è davvero molto povero. Non si può imputare neppure troppo al traduttore, a cui ho pensato spesso con un sorriso di solidarietà. Le scene di sesso sono imbarazzanti.

Unica cosa buona, da segnalare in questo testo, l’assenza di violenza, preannunciata dall’autrice nel preambolo.

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