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Alessandra Zengo: editor

Amneris Di Cesare intervista Alessandra Zengo, editor di professione. Alessandra è anche un’appassionata blogger. Leggiamo che cosa ha risposto alle numerose domande.

1. Sei un editor. Scrivi anche oppure leggi e “correggi” solo i testi altrui?

Mi prendo cura delle parole altrui, quindi per il momento non scrivo, eccettuati i post per il mio blog personale. Tuttavia ho una gestazione lunghissima anche per gli articoli, quindi posso impiegare diversi giorni o settimane per produrre qualcosa che valga la pena di essere letto.

2. Ovviamente, come per uno scrittore, anche per l’editor bisogna prima saper “leggere”: sei un lettore assiduo? Leggi tanto? Quanti libri all’anno?

Leggo moltissimo, tutti i giorni, sebbene nell’ultimo periodo mi stia concentrando più sulla saggistica specialistica. Da quando ho abbandonato Anobii, però, non conto più i libri che leggo (ero rimasta a un centinaio all’anno) e Goodreads non è mai riuscito a conquistarmi davvero. Ho un profilo, ma non lo aggiorno da parecchio.

3. Quale è il genere letterario che prediligi?

Non ho un genere preferito. Per le mie letture personali scelgo a seconda del momento e dell’ispirazione.

4. Esiste una forma di lettura “critica” che si differenzia da una lettura “di evasione”? E se sì, quali sono le differenze, secondo te?

Una lettura professionale non coincide mai con una lettura di piacere. Per fare una valutazione seria, chi legge deve prestare attenzione a tutti gli aspetti del libro: se ci sono errori, se la storia funziona, se i personaggi sono realistici, se lo stile è personale, ecc. E questo richiede tempo, anche perché durante la lettura si prendono appunti e note da riutilizzare nella scheda finale, in cui ogni giudizio deve essere motivato. Inoltre talvolta è necessario rileggere, se non tutto il libro almeno alcuni passaggi fondamentali.

5. Tu come leggi criticamente? Ci sono tecniche che applichi alla lettura?

Non parlerei di tecniche ma di “disposizione”. Quando leggo un manoscritto per lavoro so già che devo prestare attenzione a ogni parola. Non posso lasciare indietro alcun pezzettino, altrimenti la valutazione finale per l’editore sarebbe inaccurata. Invece, quando leggo i manoscritti che arrivano nella mia casella e-mail, il mio sguardo è leggermente diverso: penso già a un possibile editing, e mi concentro sulla visione generale dell’opera. In particolare, devo capire di quali interventi necessita il testo e se mi piace abbastanza da lavorarci per le settimane o mesi successivi.

6. Come si diventa editor? Hai fatto corsi per diventare editor?

Non c’è un percorso privilegiato per diventare editor, ognuno ha una storia diversa. Non ho fatto corsi, ma sono entrata in contatto col mondo editoriale grazie al mio lavoro di blogger. Quindi scrivevo articoli e recensioni e interviste, e poi collaboravo come lettrice e redattrice per alcuni editori. Inoltre, avendo molti amici scrittori, per me è stato naturale cominciare a correggere i loro testi – via via in modo sempre più specifico – e curare la pubblicazione di racconti, romanzi e antologie (alcuni si possono leggere sul sito di Speechless). In questo modo ho imparato a editare direttamente sul campo, osservando, quando possibile, altri professionisti con più esperienza.

7. Esistono diverse tipologie di editing? E se sì, puoi raccontarci quali sono e le varie caratteristiche?

Io ne conosco tre: copy editing, line editing, content editing. Il copy, più conosciuto nel giornalismo, serve a migliorare la scorrevolezza del testo, quindi controlla sintassi, lessico, ripetizioni e così via; il line, invece, si concentra sul contenuto, stile e utilizzo della lingua a livello di singola frase e paragrafo; infine il content riguarda il libro nel suo complesso: personaggi, intreccio, scelte narrative, dialoghi, storia ecc. Per i miei servizi, invece, non faccio una distinzione tra line e content, ma tra leggero e profondo. Quando lavoro a un manoscritto, infatti, controllo entrambi questi aspetti, e la scelta tra leggero e profondo è fatta in accordo con l’autore a seconda della qualità e quantità di interventi che il testo richiede.

8. Spiegaci meglio la differenza tra editing leggero e invasivo.

“Invasivo” mi sembra un termine che difficilmente si possa accostare all’editing, che è sempre fatto tenendo presenti le finalità e le potenzialità dell’opera. La volontà dell’editor non si deve mai sovrapporre a quella dell’autore, che a sua volta deve rispettare la storia e i personaggi a cui ha dato vita. È l’autenticità, il punto fondamentale.

9. Ci racconti come lavori, cosa controlli per primo, a cosa dai peso quando correggi un manoscritto?

Le prime cose che controllo sono la lingua e lo stile, che poi andranno a delineare situazioni e personaggi più o meno riusciti. Già dall’incipit, comunque, è possibile capire molto delle qualità di uno scrittore. È difficile fare un discorso generale sulle cose a cui presto attenzione durante un editing, perché ogni manoscritto ha esigenze proprie, però quando si tratta di scrittori emergenti noto spesso carenze stilistiche. I testi sono magari privi di errori, eppure manca la voce, uno stile riconoscibile che renda il testo davvero originale, e sono presenti invece tantissime ingenuità, nella gestione della trama, nel modo in cui vengono scritti i dialoghi e le descrizioni e nella narrazione stessa, infarcita di espressioni e metafore troppo comuni. In questo caso, un line editing attento e diverse revisioni sono la medicina adatta.

10. Secondo te l’autore si può sentire sminuito dall’ingerenza dell’editing nei suoi scritti?

All’inizio farsi editare non è semplice, proprio perché è il primo confronto serio che uno scrittore ha riguardo quello che ha prodotto, eppure è l’unico modo per diventare professionisti seri, per diventare adulti. Non esistono scorciatoie, con la scrittura. Col tempo e l’esperienza quasi tutti capiscono che l’editing esiste per migliorare un manoscritto e non per minare l’autostima di uno scrittore. Altrimenti, ciò farebbe di me una persona cattiva, vero?

11. Perché fare editing a un testo? È davvero così importante? In fondo i lettori non guardano tanto per il sottile, se la trama è accattivante non ci badano alla grammatica e alle ridondanze, o no?

Ci sono lettori così, però non sono la maggioranza. Pubblicare un testo editato professionalmente significa diminuire sensibilmente il numero di recensioni negative che si riceveranno, perché verranno corretti tutti gli aspetti carenti del manoscritto. Ciò nonostante non credo che un autore debba far editare il proprio lavoro per questo motivo, che è meramente esteriore: dovrebbe farlo perché crede nella propria opera, crede che possa essere migliore di come è e vuole crescere. Che lo sappiano o meno, tutti gli scrittori hanno una responsabilità rispetto a quello che immettono nel mercato editoriale, quindi la qualità non è una questione di secondaria importanza, secondo me.

12. Piccola e media editoria, rigorosamente non a pagamento (NOEAP) e self-publishing: com’è la situazione generale dei testi che ricevi per revisionare? Piccola e media editoria sempre sinonimo di nicchia e di qualità e self-publishing di “narrativa a un tanto al chilo”, oppure ci sono sorprese positive e negative in entrambi i settori? Se sì, vuoi descriverci quali hai riscontrato tu?

Si sente dire spesso che la piccola e la media editoria sono sinonimo di qualità e fanno da contraltare all’offerta commerciale – e viziata da personalismi e raccomandazioni di vario tipo – delle grandi case editrici e alla spazzatura pubblicata tramite Kindle Direct Publishing. Non ho mai creduto a questa visione manichea, tant’è che sarebbe possibile stilare una lista lunghissima di realtà indipendenti che non hanno una visione chiara del loro lavoro e pubblicano romanzi che, a essere delicati, avrebbero meritato di restare chiusi a chiave dentro il cassetto della scrivania. Per questo non sono certo gli scrittori da biasimare (credo sia legittimo voler pubblicare e distribuire la propria opera), ma le persone che decidono di aprire una casa editrice senza avere capacità, competenze e soldi. Il risultato sono libri di qualità discutibile: non editati, non corretti, non impaginati e con una copertina dimenticabile. Ritengo che il self-publishing stia avendo così tanto successo tra gli scrittori – soprattutto per determinati generi – proprio perché le case editrici minori non sono state in grado di garantire loro un servizio adeguato, tanto da convincerli a rimanere all’interno della filiera tradizionale. Che vantaggio avrebbe uno scrittore dal pubblicare con l’editore Pinco Pallo, che non offre un buon editing e una confezione decente per il suo romanzo? A questo punto, considerati i grossi problemi di distribuzione e promozione, è più conveniente tentare la strada dell’auto-pubblicazione: è più redditizia, perché all’autore spetta una percentuale maggiore sul venduto, anche se non priva di difficoltà, come scegliere in quali servizi investire (copertina, editing, sito web ecc.) e a quali professionisti rivolgersi. Infine, è difficile dare un giudizio univoco sulla qualità del self-publishing: si possono trovare libri interessanti, sebbene si noti spesso la mancanza di un lavoro redazionale professionale. Adesso ci troviamo in un periodo di transizione – incerto e instabile – ma sono convinta che in futuro ci saranno molti più scrittori indie (quindi che investono molto per avere un prodotto professionale come quello di una casa editrice medio-grande) e, forse, qualche autore famoso che deciderà di auto-pubblicare i libri che preferisce (guadagnando di più?), senza seguire le direttive, più o meno restrittive, del suo editore di riferimento.

13. Un consiglio a un aspirante scrittore?

Il migliore credo sia non avere fretta, soprattutto quando si tratta di approcciare case editrici, agenti letterari e professionisti. Il mondo editoriale è un universo variegato, quindi è molto facile per uno scrittore inesperto fare scelte sbagliate. Insomma non c’è un unico cattivo Marvel da cui tenersi lontani, ma tanti piccoli personaggi borderline che fanno esclusivamente il proprio interesse.

14. E ne avresti uno anche per chi ha già pubblicato il primo romanzo e deve orientarsi per ottenere una seconda pubblicazione?

Per chi è già stato iniziato al meraviglioso mondo dell’editoria posso solo suggerire di sbagliare il prima possibile. Quindi fate esperienza, guardatevi intorno e non abbiate paura di sperimentare, perché questo è il momento giusto per farlo. Non siate sempre insoddisfatti ma datevi da fare, perché lì fuori c’è estremo bisogno di nuove idee e scrittori bravi. Inoltre, trovate il tempo di leggere e scrivere tantissimo.

15. Il tuo blog, il tuo sito web: i servizi che offri e come contattarti per una consulenza.

Quest’anno ho deciso di fare il grande passo e aprire il mio sito web personale, nel quale mi presento, spiego cosa faccio e offro i miei servizi. Il mio lavoro principale è l’editing, perché mi piace aiutare gli scrittori a tirare fuori il meglio da se stessi e dalla propria opera. Quando sono esordienti, poi, è bello vederli crescere e condividere assieme a loro le soddisfazioni dell’esordio e delle prime conquiste. Inoltre, con la mia partner in crime Chiara Chinellato, mi occupo di branding e web marketing, ovvero servizi per migliorare la comunicazione e la presenza online degli scrittori. Sono utilissimi anche per chi vuole promuoversi meglio con ciò che la rete mette a disposizione (sito, blog, social network, newsletter, eventi, advertising, ecc).

Nel mio sito (http://www.alessandrazengo.com) potete trovare spiegazioni più dettagliate per ogni servizio e il relativo costo. Nella pagina contatti, invece, l’e-mail per scrivermi e i social network che presidio.

Grazie per averci concesso questa intervista.

Grazie a te, Amneris, per avermi invitato e per le belle domande.

OoO

Il mio sito ufficiale: http://www.alessandrazengo.com

Il blog letterario: http://www.diariodipensieripersi.it

Per conoscermi meglio, la board personale su Pinterest:

https://www.pinterest.com/alessandrazengo/chi-sono/

E quella dedicata all’editing: https://www.pinterest.com/alessandrazengo/editing/

Infine, il mio profilo su LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/alessandrazengo

 

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