Interviste

A tu per tu con Viviana Giorgi

Viviana Giorgi (aka Georgette
Grig, lo pseudonimo con cui scrive romanzi storici) vive a Milano, dove lavora
come giornalista free lance da molti anni, soprattutto nel campo dello
spettacolo. Da qualche anno si è imbattuta nel romance ed è stato amore a prima
vista. Dalla lettura alla scrittura il passo è stato molto breve, forse troppo.
Bang Bang, Tutta colpa di un gatto rosso
è il suo primo romanzo contemporaneo, dove si parla molto di romance e si vive
come in un romance, ma in chiave decisamente ironica. A questo sono seguiti,
tutti editi da EmmaBooks: Un cuore nella
bufera
, un romanticissimo racconto natalizio all’insegna dell’amore, ma
anche della passione, Alta marea a Cape
Love
, ambientato tra le scogliere e i fari del Maine, e infine Tutta colpa del vento (e di un cowboy dagli
occhi verdi)
una commedia romantica di sapore natalizio ambientata in
Wyoming. Per Emma Books ha inoltre pubblicato il racconto Prime Impressioni che apre l’antologia dedicata al bicentenario di
“Orgoglio e Pregiudizio”, Amore, Orgoglio e Pregiudizio.

Sono riuscita a bloccare
Viviana Giorgi e a rivolgerle alcune domande.
Non aspettatevi molta
lucidità da parte mia. Perché? Lo scoprirete fra poco…

Allora, Viviana, CHI sei?
Mi chiamo Viviana Giorgi e
scrivo romance, romanzi rosa, insomma, come si diceva una volta. Commedie
romantiche contemporanee, per lo più, con eroine un po’ imbranate e non certo
sofisticate, ed eroi gloriosamente da sballo. Perché, se si deve sognare,
meglio farlo alla grande, no?
La “ricetta” per i tuoi romanzi?
·       N° 1 donna. Graziosa (non una vamp). Ironica,
spiritosa, a volte buffa e pasticciona. Un bel caratterino. Se si può italiana.
Gradita la predisposizione a cacciarsi nei guai.
·       N° 1 figo da paura. Maschio di successo, dal carattere
forte. Insomma, il classico alfa. Humor? Uhm…sì. Anche tormentato: quel tanto
che basta per far sì che l’eroina muoia dalla voglia di aiutarlo. Nazionalità:
quella che mi pare al momento.
·       N° (non definito) di personaggi secondari.
Possibilmente originali, bizzarri. Servono per dare colore alla trama e
movimentarla.
·       Una dose (abbondante, eh sì) di seduzione. Scrivo per
adulti, mica per la taglia 6-12 anni!
·       Location… fatemi pensare… Romantica! Adoro i paesini
degli Stati Uniti.
·       Assolutamente prescritto un personaggio a quattro
zampe, peloso il giusto. Gli animali fanno parte da sempre della mia vita e,
quindi, dei miei romance.
·       Lieto fine OBBLIGATORIO.
·       Sorrisi? Certo, non devono mancare.
Mescolare sapientemente il
tutto…ed ecco il piatto pronto. Scusa, il romanzo!
Fighi pazzeschi? E ragazze qualsiasi? Sicura che sia
un’accoppiata vincente?
Il motivo è banale e
intuitivo, se ci pensi bene: da una parte c’è il meccanismo di identificazione
(di chi scrive, ma anche di chi legge) che risulterebbe alquanto difficile se
la protagonista fosse una vamp o una top model; dall’altra c’è il mio motto che
pressappoco, dice: se devi sognare, fallo alla grande. E sognare con Cary Grant
in mente è più facile che con Woody Allen. Non che bastino due begli occhi blu,
due belle spalle o degli addominali piatti per sognare. Gli eroi, perché
piacciano alle mie protagoniste, devono essere soprattutto tipi ben forniti di
testa, cuore e anima. Devono essere intelligenti, insomma, gentili e
divertenti, oltre che da sballo.
Boom! Nella realtà tipi così non esistono!
No, ti sbagli. Se ti guardi
intorno, gli eroi esistono, anche se non sempre potrebbero passare per gemelli
di Brad Pitt…
Cosa ci racconti di Georgette Grig?
Sono sempre io. Con questo
pseudonimo scrivo romance ambientati nell’epoca regency o in quella vittoriana.
Mi travesto da Georgette Heyer o (si guarda intorno, quasi timorosa) da Jane Austen
e scrivo…
Il mio prossimo romanzo sarà
intitolato Un Amore di Fine Secolo,
uno storico ambientato nel mondo dell’editoria nella New York di fine ‘800. Per
cominciare ad assaporarne l’atmosfera, ho scritto già Al Diavolo la Logica!, spin off di questo nuovo romanzo.
Ho saputo che sei una cuoca sopraffina…
Preparo fantastici cupcakes
(la modestia è il mio forte). Il caffè ti dà una mano ad alzarti dal letto, ma
un cupcake fa sì che ne valga la pena. Magari non tutti i giorni, con tutti
quegli zuccheri e quei grassi che contiene. Ogni tanto, me lo concedo: con il
caffè amaro è una vera libidine.
Solo dopo averlo assaporato
con gli occhi, averne catturato nelle cellule olfattive il sublime profumo di
cioccolato, o vaniglia o fragola o limone (i miei gusti preferiti), chiudo gli
occhi, avvicino le labbra come se stessi per baciare Hugh Jackman e… mordo. I miei
denti affondano come quelli di un vampiro. E lì esplodono i fuochi d’artificio.
Una ricetta?
(devo ripetere la domanda, perché un eccesso di saliva m’impedisce di parlare
normalmente).
Vediamo un po’… Eccola!

Ne hai uno a portata di morso?
Non ne ho preparati, oggi,
perché so che sei a dieta.
Trattengo a stento la voglia
di strangolare quella donna e la ringrazio per l’intervista.
Tutti i romanzi e i racconti di Viviana Giorgi /
Georgette Grig li potete trovare su Amazon, 
BookRepublik e iTunes.

E qui trovate scheda e recensione di un romanzo delizioso che ho appena finito di leggere:


Sì, ci si sono messi in due, il vento e un cowboy, a
combinare questo pasticcio. Proprio un cowboy-cowboy, con tanto di cappello e
cavallo di ordinanza, uno scassato pick-up rosso e un paio di occhi verdi come
due laghi di montagna. Margherita (Maggie) lo incontra appena scende dall’aereo
che l’ha portata negli States. Più che incontrarlo, per la verità, si scontra
con lui, e nella involontaria colluttazione che segue gli fa pure un occhio
nero. Colpa del cowboy, certo, ma anche del vento fortissimo che per lei è
molto peggio di una maledizione.
La trentatreenne Maggie Donati scrive romance, è
italiana e ha un piano. Un piano scellerato, se per questo. Infatti, nonostante
lei sostenga di aver volato per quasi diecimila miglia per passare il Natale
con sorella e nipotina, la vera (e segretissima) ragione del suo viaggio nel
Wyoming è un’altra, e non di poco peso: vuole un figlio e qualcuno con cui
farlo. Perché non un cowboy dagli occhi verdi, allora? Sotto mille luci
colorate di un Natale freddissimo, battuto da un vento incessante e imbiancato
da neve e ghiaccio, riuscirà Maggie a portare a compimento la sua missione
senza cadere nella trappola dell’amore? O forse vi rinuncerà e tornerà a casa,
a Milano, a piangere sulla spalla dei suoi cari amici Nick e Nora Corsi? Già,
proprio loro, gli eroi di Bang Bang, Tutta Colpa di Un Gatto Rosso che, nel
frattempo, hanno messo su casa e famiglia.

Vi ricordate di Maggie, la
vicina di casa di Nick e Nora? Li abbiamo conosciuti per colpa di un gatto
rosso, se non sbaglio. Bene, questa volta, sistemati quei due per le feste (=
famiglia con prole…), è la volta di Margaret Donati, detta Maggie.
Tutto comincia con un piano
così strampalato da rientrare di diritto nel Guinness dei primati: Maggie non
vuole (sì, certo, come no!) un uomo, ma sogna un bambino. Tutto suo. Da crescere,
accudire, amare.
Inseminazione artificiale? Non
se ne parla proprio. Meglio affidarsi a madre natura. Trovare un uomo di bell’aspetto
e buon carattere, sano e intelligente. Spassarsela moderatamente (non lo faccio
per piacer mio, con quel che segue) e dopo nove mesi dare alla luce un bel
bambino / bella bambina. Con tutti i geni giusti e un padre biologico che
rimarrà per sempre all’oscuro di essere stato un involontario donatore di
spermatozoi.
Inutile che la sorella dica a
Maggie che il piano è sballato! Alla fine, si convince ad ospitare quella matta
e a informarla sottobanco sui meriti ehm… dei maschi di Hope, Wyoming. Alla faccia
della deontologia professionale e del giuramento d’Ippocrate. Con calma, la
denunceremo all’Ordine dei Medici. Andiamo avanti.
Una volta arrivata in quella
landa gelida che si spaccia per cittadina, Maggie fa la conoscenza del maschio
alfa di turno. Pausa per ricompormi. Alla mia età devo stare attenta agli
sbalzi di pressione. Riepilogo: un cowboy, con gli occhi verdi, un fisico da
urlo e fascino da vendere. Insomma, uno da cui stare alla larga. Troppo bello,
troppo pericoloso. Maggie non vuole un uomo, vuole solo uno spermatozoo vitale.
In mezzo, ci si mette anche
un secondo bipede umano di sesso maschile, che sembra molto interessato alla
nostra futura mammina. Gli va malissimo, anche perché ha giocato in modo pessimo le
proprie carte.
Lieto fine? Ma andiamo, si
tratta di un romance di Viviana Giorgi! Certo che c’è. Dopo un bel penare,
ovvio, ma alla fine siamo tutte lì, con il nostro sorriso dei grandi momenti e
qualche lacrimuccia di consolazione.
Viviana Giorgi padroneggia la
storia con disinvoltura. I personaggi sono ben caratterizzati e “crescono” con
lo svolgersi della vicenda. I dialoghi sono spesso scoppiettanti e improntati a
verve ed umorismo. Amore, bambini, calore umano: tutto questo lo troviamo in un
libro leggero sì, ma scritto molto bene e che si legge d’un fiato. Ho trovato
fantastiche le citazioni che sono sparse qua e là come le briciole di
Pollicino. Alla fine, anche noi troviamo la strada per tornare a casa. Insieme a
Maggie, al cowboy con gli occhi verdi e a…
Quattro stelline.

Viviana ha preparato per noi un book-trailer delizioso!
https://www.youtube.com/watch?v=xu-v1PUH1DM

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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