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Casa D’Ascani: A guera è guera

Vorrei tanto che il Blog restasse un luogo serio… ma quando c’è la D’Ascani in giro… Che ve lo dico a fare? Ecco come “lei” ha recepito l’articolo di Teresa Siciliano “Se quattro stelle vi sembra poche” (Il Taccuino di Matesi, pubblicato l’8). Non solo: la sciagurata vuole anche i commenti! Non ho capito se al suo farneticante articolo o a quello di Teresa. Scusatemi, mi è scoppiato un mal di testa!

«Amo’?» chiede lui, rientrando a casa dal lavoro.
«Uhm…» mugugno, senza neanche voltarmi a guardarlo. Non ho tempo, sto troppo imbestialita.
«Che è?» mi chiede, avvicinandosi. Posso quasi sentire lo sguardo assottigliato, la voce che trema, i muscoli tesi. Se non sapessi de esse umana e de conosce mi marito come le tasche mie, penserei de esse l’erede del segugio de Twilight. Mi giro e taaac, te lo vedo con lo sguardo curioso, quasi vibrante, la palpebra che si muove con un tic e quel cacchio de sorrisetto de chi s’aspetta il prossimo sfonnone da un momento all’altro. Perché lui, anima pia, se starà a chiede: “Che je po esse successo, a questa, che vive e vegeta davanti ar pc vita natural durante, che manco la laniccia sotto al divano c’ha tutta sta costanza?!”.

«Me rode» latro. Sì, come un cane da caccia, come Hulk, come Cujo de King, che non l’ho mai letto perché m’è bastata la copertina (so un tipo schizzinoso, e tutta quella bava… nsomma, me fa senso.)
«Pe fa na cosa nova…» borbotta lui, ironico.
«Che?» lo travolgo io, voltandomi di scatto come la ragazzina dell’esorcista. Se mi marito adesso me chiedesse “Damien, perché mi fai questo, Damien?” penso che potrei pure morì.
«No, dicevo, come mai, amore?» si corregge. Ma lui non è il Papa, io non sono indulgente come una fedele. Io lo lascio a stecchetto pe’ un mese, mica no!
«Ho finito i soldi sulla postepay! Santiddio, stavo pe’ comprà un libro, e niente, m’è comparsa la striscia rossa e il messaggio “No, bella, ritenta: sarai più fortunata quando ce paghi”. Eppure ero convinta…»
«Ma giusto l’altro ieri so arrivati dieci libri, amo’!» obietta lui. E io scuoto la testa, perché: com’è possibile che ancora non abbia capito?
«Senti, io devo sta dietro alle uscite. E comunque c’è un altro fatto, e adesso sarà una tragedia!»

«Sta tragedia c’ha niente a che vedé cor tubo de scarico per il lavandino che è arrivato oggi, che non ho capito perché l’hai ordinato, visto che non c’ha l’attacco giusto per il nostro?» rimbecca lui, sempre alle mie spalle. Me sembra il gufo sul trespolo… Rabbrividisco: n’è che me la sta a tirà come i condor nel deserto?
«Sì, che c’entra! Devo annientà xxy76!» replico, spazientita.
«Chi?» mi chiede lui di rimando, avvicinandosi. Butta sulla scrivania il pacco di Amazon Prime e io mi calo sull’involto come Gollum sull’anello.
«Il mio tessoooooro!» sibilo, gli occhi lucenti, e mi accorgo che mi marito adesso me guarda col terzo occhio. S’aspetterà mica de vedemme masticà li pesci crudi direttamente dal congelatore?
«Me spieghi?» mi dice, con una smorfia. Ma arcua il sopracciglio. Si sente superiore, il piccolo uccellino appena caduto dal nido… Lui non sa che giungla c’è, là fuori!

«Hanno dato il via ai commenti sulle recensioni di Amazon» comincio, mentre spacchetto il tubo di scarico, «e si è aperta la guerra. Gandalf è già al centro della pianura e i Troll hanno abbandonato il castello di…»
«Na cosa de giorno, che me devo annà a fa la doccia» mi sollecita. Uff, rovina sempre tutto, rovina!
«Ok, te la faccio breve. Due settimane fa ho scritto una recensione a due stelle, e una m’ha commentato dicendo che non stavo bene, che c’avevo la sensibilità de un carpentiere e che meritavo de finì i miei giorni all’alba del sole morente, per ciò che avevo scritto sulla sua scrittrice del cuore. Manco fosse stata la sorella!»
«Siete truculente…» commenta lui, ma non sa quanto si è avvicinato alla realtà. «Vabbe’, quindi? Scommetto che non sei riuscita a stattene zitta» continua. Sì, mi conosce… La cosa potrebbe inquietarmi, poi mi ricordo di Twilight e mi rilasso: non potrà mai superare il super segugio James!
«Ok, sì, j’ho risposto e j’ho consigliato de andassene a…»
«Non me di’…» geme lui.
«… De andassene a legge roba seria, tipo i classici» continuo io, lanciandogli un’occhiataccia. «E l’ha fatto» aggiungo, cupa.

«Eh… e allora?» me fa lui, guardando l’orologio. Oddio, me fa venì certi nervi quanno fa così… Prima vole sapé, poi me mette prescia. C’ho l’ulcera perforante che m’ha trapassato i piedi e se sta a fa un giro pe la Siberia, adesso (o qualsiasi cosa si trovi dall’altra parte. Io in geografia non so mai stata ‘na cima…)
«Allora» sottolineo, ringhiando, «da quel momento è partita la guerra. È riuscita a damme una stella a Orgoglio e Pregiudizio, santiddio! Ma te rendi conto?!» gli chiedo, sconvolta. Lui, il suo occhio vitreo alla Malocchio Moody, e la lingua che lambisce le labbra come il figlio di Barty Crouch mi rivelano che no, non se ne rende conto. «Teso’, non me poi annà a recensì Darcy!» protesto, ma dal momento che nessuna lingua di fuoco fende la nebbia che è calata in cucina, sospiro e scuoto la testa. «Non potevo restare zitta» spiego, il dramma che scivola lento tra le dita. «Dovevo reagire.»

«E che c’entra er tubo de scarico?» chiede lui, per niente scosso.
«Lo ha appena comprato anche lei. Vojo vede’ che scrive e là prenderò la mia rivincita! E una recensione o commento sono validi, in questa guerra, solo se l’acquisto è verificato!» esclamo io, il pugno in alto e gli occhi lucidi e spiritati come i combattenti Haka. Me mancano le striscette nere de grasso sulle guance e poi Van Damme me fa na pip…
«Tu non stai bene… E me sa manco er conto nostro, a sto punto» commenta lui, incamminandosi verso il bagno. «Tiello da parte, quer tubo, comunque, che potrebbe tornà utile pe batte sur soffitto quando quelli der piano de sopra fanno casino.»
Quelli der piano… Casino… tubo… Non lo ha detto davvero. Lui NON può non aver capito in cosa mi sono andata a cacciare. Io rischio le coronarie e lui… Lui si fa la doccia!

«E non ce pensà, che quella, de sicuro, s’è comprata er vibratore difettoso che j’avemo regalato a quella de sotto pe faje dispetto! Te immagini la scena?» aggiunge lui, e un sorriso mi spunta sulle labbra. Lei che strillava a ogni scossa, e lui subito dietro, erano stati una colonna sonora così sublime da ascoltare, sotto Natale… N’è corpa mia se hanno accettato un regalo anonimo: se vede che je mancava davero come avevo immaginato.
Oh, tesoro, lui sa sempre come risollevarmi il morale!!!

FEDERICA D'ASCANI

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