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Recensione: L’estate non perdona, di Flavio Santi

L’estate più calda degli ultimi anni sta arroventando il Friuli, e l’ispettore Drago Furlan si sta finalmente godendo una vacanza al mare con l’eterna fidanzata Perla. Ma la tanto sospirata villeggiatura viene interrotta da una telefonata del pm Santoliquido: sul greto del fiume Natisone è stato ritrovato un cadavere con la faccia spappolata a colpi di kalashnikov. Chi è la vittima? E perché l’assassino si è accanito sul cadavere tanto da sfigurarne il volto? Furlan rientra immediatamente in servizio per cercare di risolvere il caso: ma gli indizi sono pochi e contraddittori, e l’abbraccio torrido dell’afa non aiuta di certo a ragionare… tanto più che, per non dare un dispiacere a Perla, Drago fa la spola tra la spiaggia e il commissariato di nascosto, adducendo come scusa gli acciacchi e i capricci della madre Vendramina. Mentre la stampa nazionale monta il caso del “Mostro del Natisone” e le indagini arrancano, ci scappa pure il secondo morto: che sta succedendo nella tranquilla provincia friulana? È il caldo che dà alla testa oppure dietro la scia di sangue si nasconde un nemico terribile, il cui solo nome basta a evocare antichi orrori e a far venire i brividi? Drago Furlan, piglio rude da ispettore contadino, tra una bevuta all’osteria dell’amico Tarcisio, una mangiata di frico e una passeggiata sul lungomare, dovrà dare fondo a tutto il suo fiuto investigativo per venire a capo del mistero. E dovrà pure sbrigarsi, visto che il killer sembra aver preso di mira proprio lui…

Titolo: L’estate non perdona.
Autore: Flavio Santi.
Genere: Romanzo Giallo, Thriller.
Editore: Mondadori (Collana Omnibus).
Prezzo: euro 8,99 (eBook); euro 14,88 (copertina rigida).

È una delle estati più torride quella che sta stringendo il Friuli in una morsa inesorabile. L’ispettore Drago Furlan, cipiglio rude da contadino, è in vacanza al mare con la fidanzata Perla, quando una telefonata del suo superiore Santoliquido manda all’aria il meritato riposo.

Sul greto del fiume Natisone è stato ritrovato un cadavere sfigurato a colpi di kalashnikov, cui occorre attribuire un’identità e un colpevole, da consegnare alla giustizia nel più breve tempo possibile.

Drago Furlan deve quindi tornare a indossare i panni di poliziotto, a maggior ragione visto che nel frattempo il numero dei cadaveri tende ad aumentare. Pochi giorni dopo, infatti, un’altra vittima viene trovata in un’auto abbandonata, con un foro di proiettile in testa.

La stampa locale parla già del ‘mostro del Natisone’ e a Drago Furlan, coadiuvato dalla sua squadra, non resta che  gettarsi a capofitto nelle indagini per inchiodare l’assassino.

Flavio Santi, dopo il precedente romanzo La primavera tarda ad arrivare che aveva come sfondo la seconda guerra mondiale e l’eccidio di Avasinis, torna con questa opera convincente, in cui affronta il tema dell’Isis e del terrorismo islamico offrendo ai lettori un giallo di buona fattura.

Dotato di non comune abilità narrativa, l’autore crea con Drago Furlan un personaggio del tutto originale: un autentico montanaro legato alla sua terra e alle sue tradizioni, ad abitudini semplici come quella di coltivare l’orto. Un uomo tenero in fondo, che non trascura la mamma Vendramina ed è fedele alla fidanzata Perla, animato da passioni genuine come la fede calcistica per l’Udinese.

L’arma vincente di Flavio Santi sta proprio nell’infondere nel suo protagonista e in tutto il romanzo l’esperienza diretta di chi è vissuto nelle campagne friulane e le ama, riuscendo con pienezza a trasmettere al lettore quei luoghi e quelle atmosfere. Una voce narrativa di forte originalità che si esprime attraverso dialoghi ironici e al contempo leggeri, nonostante affronti un tema di spinosa attualità come il terrorismo islamico, male nefasto e difficile da estirpare.

Un’altra prova letteraria riuscita per l’autore, che si conferma abile inventore di trame incentrate su argomenti che lasciano il segno.

Non ci resta che aspettare con fiducia l’autunno, sicuri che Santi non ci farà mancare un’altra imperdibile storia.

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Dario Brunetti

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