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Recensione: Quasi normale, di Marie Sexton

Quando Brandon Kenner si presenta all’officina dove lavora Kasey Ralston con una Chevrolet Chevelle SS 454 del 1970, Kasey perde la testa sia per l’uomo che per la macchina. Ma Kasey nasconde un segreto imbarazzante: la sua passione per le vecchie muscle car va oltre ciò che viene considerato normale. La sua bizzarra fissazione lo ha portato a isolarsi: dalla famiglia, che lo ha estraniato, e dai colleghi, dai quali si tiene alla larga. Ma quando Brandon scopre il segreto del bel meccanico, non ne resta affatto disgustato, anzi. Trova che Kasey sia intrigante ed è deciso ad averlo tutto per sé.  Tutto di Brandon sembra mandare su di giri il motore di Kasey, che di certo non disdegna l’idea di sporcarsi le mani con un uomo così affascinante. Ma Kasey è preoccupato di ciò che accadrà dopo: ci sarà un futuro per loro due? Anche se in passato tutte le sue speranze per una relazione a lungo termine sono state deluse, non può fare a meno di sognare che, nonostante la propria mania, Brandon sarà l’eccezione.

I libri di Marie Sexton mi incuriosiscono sempre perché non sono mai banali, mai semplici storie d’amore condite con un briciolo di angst come parecchia produzione MM lascerebbe supporre. Spesso, i romanzi di Marie Sexton sono crudi, duri, difficili. A volte invece sono storie lievi e romantiche ma, tutte, hanno in sé qualcosa da lasciare al lettore anche dopo aver chiuso quelle pagine. Mi sono avvicinata a Quasi normale, della serie Wrench Wars della Riptide, pubblicato in Italia da DreamspinnerPressItalia con animo curioso e più che ben disposto. Stavolta, però, sono rimasta delusa. Se non avessi dovuto farne una recensione, avrei abbandonato il libro al secondo capitolo. Ho continuato a leggerlo solo per “dovere”, laddove il piacere era scemato immediatamente.

La storia: un giovane meccanico con un particolare “feticismo”, quello per le automobili d’epoca di un particolare tipo, le “muscle car”. (Ammetto la mia ignoranza, sono andata a googlare per capire cosa volesse dire questo termine (https://it.wikipedia.org/wiki/Muscle_car)  che definisce un certo tipo di automobile. Nel libro non viene spiegato, vien dato per scontato che il lettore lo sappia e il traduttore lo ha lasciato in inglese, dato che probabilmente in italiano non esiste un corrispondente tradotto). Un giorno, all’officina meccanica dove lavora arriva un uomo, bello, ben vestito con un’auto fantastica sulla quale il giovane feticista “sbava” letteralmente e che lo invita a “fare cose” su quell’auto perché, dopo un giro in macchina, ha capito la debolezza del ragazzo. Da lì nasce una storia che poi diventa amore e promessa di relazione futura. Questo in brevissimo il riassunto della trama.

I personaggi del romanzo sono tutti ben caratterizzati, la Sexton è una scrittrice professionista in questo e di sicuro sa come far valorizzare aspetti marginali del romanzo anche sotto una base non troppo originale. L’ambientazione e la “particolarità” della debolezza del giovane meccanico poi, farebbero pensare a un libro speciale, singolare in molti aspetti. E invece si risolve in un normalissimo MM a sfondo erotico, con scene cariche di sollecitazioni sessuali molto spinte, ovviamente tutte dentro l’auto d’epoca sopra citata. La storia “drammatica” a corollario dei due personaggi non spicca, viene raccontata davanti a una pizza e una birra e liquidata come un dente che dovesse essere estratto in velocità.

La traduzione non aiuta certo a far risaltare un pathos che forse non c’è in partenza, ma che magari avrebbe potuto essere per lo meno sollecitato nel lettore. Errori grammaticali, tempi verbali sbagliati, periodi corredati da frasi involute e poco comprensibili. Di tutto un po’ a rendere un romanzo, già di suo poco esaltante, proprio bruttino.

Con molto rammarico, la mia votazione è 3 stelline. Perché la Sexton è pur sempre la Sexton.

Titolo: Quasi normale (Serie Wrench Wars, Volume Secondo).
Autore: Marie Sexton.
Genere: Romance M/M.
Editore: Dreamspinner Press Italia.
Prezzo: euro 3,77 (e-Book).

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