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Recensione: Amore Obliquo, di Maria Teresa Casella

Una recensione a cinque stelle di Federica D’Ascani.

Titolo: Amore Obliquo.
Autrice: Maria Teresa Casella.
Genere: Thriller.
Editore: self-publishing.
Prezzo: euro 2,49 (eBook).
http://www.amazon.it/Amore-Obliquo-Maria-Teresa-Casella-ebook/dp/B017GMYOMY/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1458210554&sr=8-1&keywords=amore+obliquo

Umberto Capasso è un giornalista, un tipo tranquillo che non ama le complicazioni. Linda Brandi è una ragazza taciturna, ambigua e molto, molto complicata. Non sembrano fatti uno per l’altra, eppure la coppia per un po’ funziona. I ruoli sono ben distinti: lei fragile, sfuggente e sensuale, lui che preso al laccio la rincorre, la conforta, la spalleggia. Per amore, lui sopporta tutto. O quasi. Sopporta fino a quando una remota ipotesi si trasforma in un dubbio inquietante. Il sospetto incrina il rapporto, i due si allontanano. Nel momento peggiore della crisi interviene il fratello maggiore di Linda, Alex, amico di Umberto dai tempi del liceo, ma è un giudice parziale, in più rende conto a Monica, una fidanzata scomoda. Monica soffre a vedere Alex succube della sorella e una sera si confida con Umberto, lo mette in guardia: Linda non è quella che sembra, c’è da aver paura. Umberto non le crede, vuole aiutare Linda che sta male, perciò si rivolge a Francesca Maffei, la psichiatra che un tempo curava la ragazza. Dall’incontro tra Umberto e la Maffei, gli eventi precipitano svelando una precisa strategia d’azione. Amore obliquo è un romanzo estremo, la cruda analisi di una passione torbida e struggente.

All’inizio di quest’anno la mia premessa è stata quella di dedicarmi solo alle letture che ero certa mi avrebbero regalato compagnia di classe e di mestiere e devo dire sinceramente che fino a ora le mie scelte si sono rivelate azzeccate una dopo l’altra. Maria Teresa non fa eccezione e, anzi, accresce ciò che dentro sapevo già da un bel po’: diffida dai casi editoriali esplosivi e nutriti in luoghi dove abita la cultura e la passione di fare ciò che si fa.

“Amore Obliquo” parte da una cella, che potrebbe per similitudine rappresentare la gabbia dentro cui ognuno di noi confina le proprie idee, il proprio modo di essere, a volte la ragione stessa. Umberto è ossessionato e in quanto tale si lascia andare a digressioni sul passato, congetturando, leggendo con ansia il diario di chi l’ha condotto alla pazzia, sentendo sulla pelle il peso di alcune scelte sbagliate che hanno pregiudicato un futuro altrimenti normale, privo di scossoni, privo forse anche di grandi sensazioni. E il lettore già dalle prime pagine si sente in dovere di prendere per mano quel giornalista, così fragile, così colmo di paure, così convinto di avere ragione, di non aver commesso alcun reato se non quello di aver amato.

In un periodo, questo, in cui si parla di violenza sulle donne, psicologica e fisica, è interessante approfondire e ampliare il raggio d’azione di quella che viene denominata pazzia, che spesso non è affatto follia. La violenza, ed è questo l’aspetto che più ho adorato di questo romanzo, è propria dell’essere umano, non di un genere. Che l’incidenza sia ai danni del mondo femminile non è un caso e non è affatto da sottovalutare, ma non significa che soppianti il resto. Perché anche un uomo può essere manipolato, anche un uomo può essere soggiogato e condotto sul baratro dell’ossessione, della droga intesa come dipendenza d’amore, e non esiste alcuna attenuante, alcun diritto.

Il romanzo continua, poi, in un continuo alternarsi di momenti, resi perfettamente, in grado di gettare il lettore nel vivo della storia, privandolo di appigli a cui aggrapparsi per emergere, a volte togliendogli anche l’aria. Perché la scrittura di questa donna è superba, così come l’idea. Non è facile giungere a una trama originale, specialmente quando si tratta di un thriller, perché non è semplice tirare le fila, far combaciare ogni aspetto, mettere i personaggi al posto giusto nel momento giusto. Soprattutto, non è per nulla elementare trasmettere l’inquietudine di un personaggio, non per quello che fa, ma per quello che è.

Il ritmo di Amore Obliquo è sempre alto e si intravede uno studio dietro che lascia ammaliati. La psichiatra, le sue conversazioni, le tracce di una ragazza borderline nelle parole smozzicate di un’agenda, la disperazione di un uomo, come nasce l’ossessione, come se ne diventa schiavi andando addirittura a cozzare contro ciò che il lettore chiamerebbe buon senso… Casella fa questo e va oltre, penetrando le trame della vita di tutti i giorni, mettendo tutto in discussione, lasciando quella nota amara del “e se…”. Perché chiunque potrebbe essere Umberto, chiunque Linda. E l’amore non è mai solo diritto e morale. L’amore può essere anche “storto”.

OoO

FEDERICA D'ASCANI

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5 Commenti

  1. Teresa Siciliano
    25 aprile 2016 at 7:19 — Rispondi

    Bellissimo romanzo.

  2. 25 aprile 2016 at 7:55 — Rispondi

    Federica, ti ringrazio. La profondità del tuo commento mi emoziona. Hai centrato lo spirito del romanzo e la natura, umana e disumana, del legame tra i protagonisti, quell’inquietudine che a volte possiede e non dà scampo. Grazie davvero a te e a Babette per dare risalto ad Amore obliquo con questa magnifica recensione.
    Terri

  3. gabriella giacometti
    25 aprile 2016 at 10:48 — Rispondi

    Un libro che si legge tutto d’un fiato che consiglio vivamente

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